Una storia lunga trent’anni
Castelvecchi Editore nasce a Roma nel 1993 in un momento di fermento culturale europeo. Fin dagli esordi si distingue per la capacità di intercettare voci nuove e anticipare tendenze che solo anni dopo avrebbero trovato spazio nella grande editoria.
Oggi, dopo oltre trent’anni, Castelvecchi è una delle realtà editoriali indipendenti più longeve e riconoscibili d’Italia, distribuita da Messaggerie Libri e presente nelle principali librerie nazionali.
Il catalogo
Il catalogo di Castelvecchi spazia dalla narrativa italiana e straniera alla saggistica di ricerca, dalla filosofia alla storia, dalla poesia alla graphic novel.
La collana Tasti e il Laboratorio
Il legame tra il Laboratorio e Castelvecchi non è esterno né commerciale: Michele Caccamo è direttore della collana Tasti di Castelvecchi Editore. Questo significa che gli autori selezionati dal Laboratorio entrano in un percorso che ha già, al suo interno, un interlocutore editoriale reale e qualificato. Non si tratta di inviare un manoscritto nella speranza di una risposta: si tratta di essere accompagnati, da chi conosce entrambi i lati del tavolo, dalla scrittura alla pubblicazione.
Michele Caccamo

Michele Caccamo nasce nel 1959 a Taurianova, in Calabria. Poeta, scrittore, drammaturgo, paroliere, editore. Le sue opere sono state tradotte in oltre dieci lingue.
Su di lui si sono espressi, nel corso degli anni, alcune tra le voci più autorevoli della letteratura italiana:
«Raramente mi capita di imbattermi, in mezzo a centinaia di manoscritti, nei versi di un poeta autentico come Michele Caccamo. È una voce assolutamente singolare». Andrea Camilleri
«Amore fisico, amore metafisico, liriche pregne di vorace desiderio di corpi in movimento ma altresì dischiuse a una idealità rara e rarefatta. Michele Caccamo conosce bene l’irregolarità dell’ode ma seduce la conclusione di ogni verso». Alda Merini
«Le poesie di Michele Caccamo le ho apprezzate per il linguaggio mai banale e per la tematica religioso-esistenziale così difforme dalle regole». Fernanda Pivano
Le opere
Tra le pubblicazioni più significative: Chi mi spazierà il mare (Zona, prefazione di Alda Merini e postfazione di Andrea Camilleri); La stessa vertigine, la stessa bocca (Manni, prefazione di Raffaele La Capria); Lovesickness — Della mia infermità d’amore (Gradiva Publications, New York); L’alfabeto inutile (Elliot Edizioni); Con le mani cariche di rose (Elliot Edizioni, 2023); Ho sparato a Mussolini (Elliot Edizioni 2026). Per Castelvecchi ha pubblicato, tra gli altri, L’anima e il castigo, La meccanica del pane, Napoli non crede alla morte, Le sacche della rana (poemetto su Pier Paolo Pasolini, 2022) e Non si vedeva il fiorito (poemetto su Luigi Tenco, 2023).
Per il teatro ha scritto e portato in scena spettacoli di grande risonanza, tra cui Il segno clinico di Alda, tratto dalla riscrittura di undici appunti inediti di Alda Merini.
Ha collaborato con Mimmo Locasciulli, Maurizio Fabrizio, Piero Pintucci, Grazia Di Michele, Goran Kuzminac e altri tra i maggiori musicisti italiani.
Il critico, l’editore, il direttore
Collabora con HuffPost e Il Fatto Quotidiano, dove porta una voce critica capace di attraversare la letteratura senza ridurla a oggetto di consumo.
Porta nel Laboratorio tutto questo: non il metodo di un tecnico della scrittura, ma lo sguardo di chi ha abitato la letteratura da ogni lato possibile. Sa riconoscere in un manoscritto ciò che è già vivo. E sa quando un testo ha bisogno di essere difeso da sé stesso.
caccamo@laboratoriocastelvecchi.it